Visualizzazione post con etichetta Rizzoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rizzoli. Mostra tutti i post

venerdì 15 febbraio 2013

ASCOLTA LA MIA OMBRA DI MARC LEVY






 TRAMA:

 E se esistesse qualcuno capace di catturare la nostra anima, svelandone ogni segreto, ogni ferita? Quando capisce di possedere questo formidabile dono, lui è ancora un bambino, timido e isolato dagli altri. Sono le ombre la sua sola compagnia: la parte nascosta e più fragile di ciascuno di noi, ma anche la più trasparente, la più pura. Le ombre lo seguono, lo circondano, sempre pronte a sussurrargli all’orecchio frammenti di ricordi e di verità perdute. E, attraverso di loro, lui impara a riconoscere la sua vocazione: aiutare le persone in carne e ossa, curandole dai loro malanni e insieme restituendo loro desideri e risposte che credevano smarriti per sempre. Fino a quando, ormai medico, dopo anni trascorsi a cercare di guarire le vite altrui, non decide di prendere in mano la propria. Mettendosi sulle tracce dell’unica donna che per lui abbia contato davvero. Con Ascolta la mia ombra Marc Levy torna alle atmosfere magiche di Se solo fosse vero per celebrare la forza del primo amore. E regalarci il suo romanzo più emozionante, palpitante di umanità e soffuso di una luminosa, irresistibile tenerezza.

SCHEDA DEL LIBRO:

autore: Marc Levy
titolo originale: le voleur d'ombres
editore: Rizzoli , rilegato
prima edizione: aprile 2011
pagine: 213
genere: romanzo, narrativa rosa, surreale
prezzo di copertina: euro 18.00
prezzo "Ibs":  euro 5.00

LA MIA RECENSIONE:



213 pagine in una notte sola. Ho letto questo libro tutto d’un fiato, ci ho messo un bel po di ore, ma non potevo fare altrimenti:questo libro mi ha presa, catturata, Levy ha praticamente rubato la mia ombra per una notte e le ha raccontato una storia.

E mi è piaciuta.

OMBRE… si ,  più o meno è di questo che parla il libro, ma non delle ombre che tutti conosciamo, ma di un tipo di ombre diverse: quelle che parlano, che  cambiano padrone a seconda delle loro necessità, ma questo non succede a tutte, solo a quelle ombre  che entrano in contatto con il protagonista di questa storia. “Lui”(forse non tutti si sono resi conto che Levy non ha dato un nome al protagonista, forse perche non dovrebbe essere importante, di certo è una particolarità) all’inizio è soltanto un bambino, insicuro,  dall’aria un pò timida e triste, che vive con una madre dolce e un padre assente e troppo impegnato con il lavoro.

All’improvviso,però, senza capire come, questo bambino scopre di avere un dono speciale: sovrapponendo semplicemente la sua ombra a quella di un altro, può impossessarsi di essa, riuscendo persino a parlarle.

 La cosa,in un primo momento, lo spaventa, ma poco alla volta capisce di  poter usare questo suo dono per aiutare le persone che ne hanno bisogno. Per la prima volta parla con l’anima di un uomo, Yves, che soffriva a causa del suo passato, e decide di aiutarlo consolandolo con un gesto che lascia trasparire tutta la sua tenerezza e ingenuità infantile.

Ma Yves non è l’unico ad aver ceduto la sua ombra a quel bambino.

Un giorno il piccolo incontra Clèa , una ragazzina sordomuta che le persone adulte chiamano“ la ragazzina che non parla”(- gli adulti hanno una tremenda paura a pronunciare alcune parole, per me dire “muta” è molto meglio-) e lui scopre subito qualcosa di speciale in lei: Clèa è  sordomuta, ma ha un dono, quello della poesia aerea, con i suoi gesti sa parlare in un modo unico e stupefacente, sa scrivere parole nell’aria e quando ride, la sua voce sembra lo splendido suono di un violoncello. (-quando ho incontrato Clèa , mi sono reso subito conto che nulla sarebbe più stato come prima. A scuola i miei compagni sarebbero diventati verdi d’invidia nel sapere della mia amica sordomuta. Clèa disegna parole nell’aria :poesia atmosferica. Mio padre diceva sempre di non fare confronti, ogni persona è diversa: l’importante è trovare la differenza più adatta a noi. Clèa era la differenza adatta me .-)

Quando il ragazzino ,per farsi perdonare un gesto azzardato, sovrappone la sua ombra a quella di Clea, avviene lo scambio, e l’unica cosa che l’ombra della bambina riesce a dirgli è la parola ”aiuto”, ma all’inizio, la voce melodiosa e affascinante dell’ombra di Clèa  prende il sopravvento sulle parola urlata e il ragazzino non arriva a capirne il vero significato.

Sarà oltre dieci anni piu tardi, preso dalla voglia di ritrovare quella straordinaria bambina ormai perduta , che capirà finalmente cosa quell’urlo di supplica voleva significare: Clea non era sordomuta, ma autistica , e aveva comunque un dono speciale.

Questo libro mescola surrealismo e realtà in un modo stupefacente e disarmante. Gia dalla prima pagina, ci viene presentata la storia di un bambino, con una vita normale , con un tipo di vita che probabilmente molti bambini conoscono. Ma subito capiamo che la sua vita non è del tutto normale, perché lui parla alle ombre degli altri e queste gli svelano i segreti e le parole dolorose che gli uomini non riescono a pronunciare. Ed è con la semplicità e la tenerezza di un bambino che lui aiuta gli altri ,anche una volta diventato grande.

Questo libro è colmo di tenerezza e di parole dolci come quelle di un bambino, il protagonista stesso è un uomo che non è mai cresciuto, che è rimasto ancorato al suo passato,  alla sua casa piene di fotografie di lui piccolo in braccio a suo padre, alle lettere dolci e confortanti di sua madre, alle paste alla crema che mangiava col suo amico, alla melodiosa risata di Clea che vibrava nell’aria come la corda di un violoncello.

Questo è il primo libro di Marc Levy che leggo, “ascolta la mia ombra” è una lettura scorrevole e dolce, tanto dolce, proprio come la piccola Clèa, come il protagonista, come la sua mamma, come Luc.

Questo libro parla  di un bambino diverso, di un potere surreale , di un’amicizia bella e semplice, fatta di pasticcini alla crema e di abbracci fraterni;

Racconta un amore d’infanzia che non si è mai concluso, di un amore speciale, tra due persone speciali.

Questo libro è bello ma, ahimè, non perfetto:  la narrazione per i miei gusti è  troppo frettolosa, non ci sono  punti in sospeso, e dove sembra che ce ne siano, il fatto viene ripreso subito e immediatamente portato a termine.

La scrittura è semplice, tanto semplice da farmi pensare che l’autore avesse voluto rendere il bambino il narratore della storia, poi però questo bambino ha iniziato a ragionare in modo un po troppo maturo ed intelligente e allora ho capito che non era un bambino il narratore, ma un ragazzo piu grande.

Consiglio questo libro a chi vuole leggere una storia irreale ma che  ti faccia desiderare che sia vera. A chi ha voglia di  ascoltare le belle parole di un bambino innamorato di una bambina …innamorato della sua mamma … di suo papà.

IL MIO VOTO:
4 CIPOLLINI SU 5 
  



 L'AUTORE:

Questo signore dolce dolce (Marc Levy)  è uno scrittore francese, nato a Boulogne-Billancourt il 16 ottobre 1961. Ha dedicato la sua vita non solo alla scrittura ma ha lavorato anche per la  Croce Rossa e Amnesty International, e ha diretto per anni uno studio di architettura tra Parigi e New York. Il suo primo romanzo Se solo fosse vero, pubblicato nel 2000, è stato tradotto in più di quarantadue lingue.

UN ESTRATTO DAL LIBRO:

"-Se sapessi Clèa... Tu per me sei la più bella ragazza del mondo, le tue grida rauche fanno scomparire il grigiore dal cielo, la tua voce risuona come un violoncello e nessuno al mondo sa far piroettare gli aquiloni come te!- Queste parole le ho dette alle tue spalle. Di fronte a te, sono io a perdere la voce."





sabato 9 febbraio 2013

IL GIARDINO D'ESTATE


 IL GIARDINO D'ESTATE:


scheda del libro:
autrice:Paullina Simons
titolo originale:the summer garden
saga:terzo volume della trilogia de" il cavaliere d'inverno"
genere:drammatico,sentimentale
pagine:660 circa
editore: Rizzoli(collana "BUR" narrativa). brossura.
prezzo di copertina: euro 10.90 (scontato sui siti di vendita on line)
protagonisti: Tatiana, Alexander, Anthony.
anno di pubblicazione: 2007  
 TRAMA:
Si erano incontrati alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, a Leningrado.Si erano amati fra gli stenti, la desolazione e le bombe di un assedio terribile, con la speranza di poter vivere un giorno altrove, in pace.
Ora, vent'anni piu tardi, davanti a un incerto futuro, quell'amore è messo alla prova. Tatiana  e Alexander si sono miracolosamente riuniti in America e contano di ricostruirsi una vita insieme.Ma si devono confrontare con le ferite, il dolore, la guerra e la morte che si portano dietro.Nonostante abbiano un figlio meraviglioso, finiscono ad un certo punto col sentirsi estranei l'uno all'altra.
Ex capitano dell'armata rossa, Alexander vive con disagio la nuova vita americana e Tatiana non riesce a ritrovare nel suo Shura la meravigliosa intimità di un tempo. Entrambi non riescono a dimeticare il loro passato, ma, nonstante tutte le difficoltà, riescono in fine a ricordarsi dell'unica cosa davvero importante:il loro amore.
Quando tutto sembra procedere finalmente per il verso giusto ed entrambi credono di essersi definitivamente lasciati il passato alle spalle, ecco che i fantasmi del passato tornano a minacciarli:in conflitto con se stesso, e desideroso di emulare il padre, Anthony, il figlio di Alexander e Tatiana si arruola volontario in Vietnam e scompare inizialmente senza un motivo preciso.Ma è  proprio Alexander, che riesce, tassello dopo tassello,  a ricostruire il quadro indecifrabile che lo porterà nella terra del nemico per salvare suo figlio che però potrebbe, secondo tutte le probabilità, essere già morto da tempo.

LA MIA RECENSIONE:

Il cavaliere d'inverno, Tatiana & Alexander, Il girdino d'estate...
CHE STORIA.
Stento a credere che ci siano persone che ancora ignorano questa trilogia.
Quando sono arrivata a concludere il secondo volume(che dà già di per se una conclusione soddisfacente alla storia) avevo inizato ad avere paura di andare avanti leggendo questo terzo capitolo...la paura mi è passata facendosi abbattere dalla curiosità, quando mia madre(che ha già letto questa trilogia ben tre volte),non ha perso tempo a darmi delle anticipazioni che non volevo avere e sentendo le sue parole ho capito che la storia non poteva finire li com'era finita in"Tatiana & Alexander" ma che DOVEVO continuare a leggere,per sapere come loro HANNO continuato a vivere.
In quest'ultimo volume della trilogia ci sono ancora piu cambiamenti rispetto a quanti ce ne siano stati nei primi due libri, e la cosa, all'inizio mi ha lasciata un po interdetta:
Tania e il suo Shura continuano a cambiare abitazione,lavoro,amici e tutto questo perchè entrambi, dopo quello che è successo, non riescono a smettere di ricordare il passato. Abitano in un posto, poi in un altro, poi in un altro ancora,ma i loro spiriti sono sempre li, nella fredda Leningrado, nell' angusta cella di Sachsenhausen.
Fanno un lavoro, poi un altro, poi un altro ancora, ma Alexander è prima di tutto un soldato ("Non so tu, ma io non posso vivere senza il nemico" dice Alexander che continuando a portare i capelli corti, a lucidare le armi e a far l'amore in silenzio come se fosse un prigioniero), e la sua Tatiana è un'infermiera, una piccola donna, dalla sottile corazza, ma ferma e tenace come il più forte dei sergenti e non può far a meno di prendersi cura degli altri.
I due hanno continuato a sentire sulle spalle il grave peso della guerra pur non vivendola piu,soprattutto Alexander, che continua per gran parte degli anni a camminare per i boschi con Pasha sulle spalle.
Entrambi si ritrovano in una nuova terra, questa volta non piu fredda e bombardata, ma calda e serena, con un figlioletto splendido che continua a crescere... eppure non riescono ancora a ritrovare se stessi: Tatiana non riesce piu a vedere negli occhi del suo Shura quella languida luce e quello sguardo allegro che l'avevano stregata e intimidita al primo sguardo,e dopo aver salvato Alexander,continua a soffrire perchè non riesce a liberare la sua anima da quel gulag("Non posso vivere l'altra metà della mia esistenza su questa Terra senza la mia anima. Per favore. Non lasciarmi, Shura")... e d'altra parte Alexander non riesce piu a sopportare i propri ricordi, non riesce a risollevarsi, continua per anni ad essere forte fuori ma fragile dentro, capace di uccidere un uomo per onore ma incapace di chedere a sua moglie se ancora lo ama.Dopo anni di amore indissolubile, finiranno per smarrire la via, ma si ritroveranno. E dopo saranno più forti di prima.
In questo libro, dietro l' indimenticabile storia di Tatia e Shura, cresce e si sviluppa quasi di nascosto, quella di Anthony, che poco alla volta cresce, cercando sempre più di imolare il padre fino a macchiarsi delle sue stesse sofferenze:un amore impossibile,la guerra, il gulag!
La storia di Anthony, come quella dei suoi genitori, mi ha sorpresa, mi ha dato malinconia, mi ha lasciato l' amaro in bocca...ma alla fine anche lui mi ha fatto sorridere.
L'unico punto a sfavore di questo libro è iniziato a pagina 400 fino,circa, alle trenta successive, in cui ho ODIATO Alexander piu di ogni altra cosa(chi ha già letto questo libro mi ha capita sicuramente)...in sole due pagine mi è crollato un mito.( Shura, per Dio, che cavolo mi combini!?!)
Ma dopotutto, la stessa autrice ha affermato di aver voluto rendere questa storia bella ma senza essere troppo perfetta da risultare simile a una favola Disney,e ci è riuscita.
Questa è una storia realistica, dove i protagonisti sono forti, ma a volte deboli, fanno la cosa giusta, ma a volte sbagliano, fanno di tutto per mantenere le promesse, ma sono esseri umani, e allora a volte,pur non volendo, finiscono entrambi per infrangerle.
Qesto libro è un vortice d'emozioni: ho sorriso, mi sono rattristata, mi sono stupita, mi è venuto da piangere,poi ho sorriso di nuovo, sono rimasta perplessa,  inorridita, poi mi sono messa le mani nei capelli...mi sono disgustata, ho provato tensione, poi tenerezza, ho avuto fiducia,poi ho sorriso di nuovo e infine, quando ho letto le ultime righe e ho guardato l'ultima pagina del libro vedendola completamente bianca, ho capito(pur non volendo) che la storia era conclusa.
Ho chiuso il libro con un movimento lento e incerto... 
non volevo che finisse...
volevo invece che le lancette tornassero indietro di un mese, quando per la prima volta ho letto:"La luce del mattino entrò dalla finestra e inondò l'intera stanza."...
un solo rigo, che avevo letto così, in modo sfuggevole, senza immaginare, quanto guardare attraverso quella finestra aperta che affaccia sulla stanza affollata dei Metanov e illumina il sonno della giovane Tatiasha, mi avrebbe fatto emozionare e sognare.
Lo stesso Alexander dopotutto dice "Abbiamo trascorso tutti i nostri giorni temendo che fosse troppo bello per essere vero, Tatiana. Abbiamo sempre temuto di avere solo cinque minuti....Ma che cinque minuti sono stati."
Già... Cinque minuti durati oltre 1800 indimenticabili pagine!

GRAZIE PAULLINA. 

IL MIO VOTO:
5 CIPOLLINI SU 5 (non posso fare a meno di consigliare questo libro, io stessa dopo aver letto "tatiana e alexander" non volevo andare avanti, perchè saperli già salvi e felici mi bastava...ma questo libro, che da molti è stato considerato "l'allungamento del brodo" per me è semplicemente la degna "fine" di un fantastico "inizio", e le due cose, badate bene, sono strettamente collegate ;D)

le cover delle quattro edizioni piu famose(a partire da sinistra):
1:edizione originale Americana
2:edizione"mondilibri"
3:edizione "Sonzogno"
4:edizione "Rizzoli BUR"


venerdì 8 febbraio 2013

Tatiana & Alexander



SCHEDA DEL LIBRO:
autrice: Paullina Simons
titolo originale: the bridge to Holy Cross/Tatiana & Alexander
genere: romanzo  storico/sentimentale
editore: Rozzoli (collana "BUR" narrativa) brossura
pagine: 670 circa
prezzo di copertina: euro 10.90 (possibilmente trovabile scontato sui siti di vendita on-line) 
anno di pubblicazione: 2004

TRAMA:

Tatiana ha 18 anni ed è incinta. E' riuscita miracolosamente a scappare da una Leningrado sconvolta dall'assedio dei nazisti e a rifugiarsi in America, la terra delle opportunità. Ma ha perso Alexander, l'uomo della sua vita. Eppure qualcosa le dice che lui non può essere morto, che non la può avere abbandonata in quella nuova patria... Infatti Alexander è vivo, anche se ci sono giorni in cui preferirebbe non esserlo.
Prigioniero della polizia di Stalin,sottoposto a torture di ogni genere nell'attesa di essere giustiziato, per lui sarebbe facile arrendersi e morire, ma non può: in cuor suo sente che da qualche parte nel mondo, lontano da lui, Tatiana e quel bimbo che non ha ancora conosciuto lo stanno aspettando.
Così Tatiana e Alexander continuano le loro vite,l'una all'insaputa dell'altro, lontani e aggrappati soltanto al ricordo del loro amore che ha sconfitto il gelo e la fame, ha gridato più forte delle bombe ed è sbocciato contro ogni volontà, come un fiore sboccia nel ghiaccio e continua a crescere inesorabilmente.
Tatiana, continua a vivere e aspetta... ma lei, senza il suo Shura, non può attendere troppo.

LA MIA RECENSIONE:

Paullina non delude.
Ma perchè non avevo mai sentito parlare di lei?L'ho conosciuta ed amata alla follia dopo aver letto "il cavaliere d'inverno" e adesso, che ho terminato l'attesissimo e tanto agoniato seguito, l'ho definitivamente consacrata.
Parliamo di "Tatiana e Alexander":
il libro in se dura circa 670 pagine, meno de "il cavaliere d'inverno" ,ma il tempo che ho impiegato a terminare questo secondo volume è stato leggermente piu lungo.
Il primo libro è stato un fiume in piena che mi è scivolato veloce tra le dita in una cascata a strapiombo di sensazioni contrastanti.
Il secondo libro inizia su per giu come finisce il primo, ma con qualche descrizione in più e qualche particolare in piu e va avanti ripetendo spesso i fatti piu importanti che sono stati già descritti nel primo libro(questo è l'unico punto a sfavore, anche se a volte è stato utile).
Per lo piu nel primo libro era Tatiana a descrivere i luoghi e le vicende, adesso, nel secondo libro, Tatiana viene messa lggermente da parte, ogni tanto balza fuori un capitolo necessario a farci sapere lei come se la cava, ma per lo più il libro è incentrato sulle vicende e le difficoltà di Alexander in un grande arco di tempo(dal 1930 al 1946) che ci permette di conoscere ancora tante cose che di lui non sapevamo.
Appena ho aperto il libro,le prime pagine mi sono ritrovata a leggerle un po a rilento e alcune parti le ho persino lette sommariamente, tanto già sapevo cosa era accaduto, ma, man mano che la storia andava avanti, ho iniziato a riscoprire il vecchio stile della Simons, mi è ritornato tra le mani quel fiume(forse la Neva, o il Kama, chi lo sa), il libro ha iniziato a scorrere sempre piu veloce, e così sono andata avanti per tre giorni,leggendolo di giorno, e in parte anche la notte, per poi concluderlo, presto, in una cascata di immenso sollievo.
i punti a favore per questo libro sono molteplici: prima cosa tra tutte mi sono chiesta l'autrice come abbia fatto a pensare a tutto questo ben di Dio.
Secondo, ho amato i personaggio ancora di piu: la guerra li ha cambiati, li ha fatti crescere,lo stesso Alexander dice di sentirsi vecchio a 25 anni,ma, cosa piu fantastica e allo stesso tempo terribile, li ha resi forti e gelidi come due statue di ghiaccio e ,entrambi, tentano per anni di restare il piu a lungo possibile lontani da se stessi, da quei due giovani innamorati che erano prima che la guerra si impegnasse a distruggerli.
In oltre, ho trovato questo libro scritto meglio rispetto al primo: nel primo la scrittura è scorrevole e semplice,mai pesante o complessa... questo libro invece a tratti l'ho letto a fatica e mi è sembrato un po pesantuccio,la narrazione è piu complessa e richiede piu attenzione, ma gli stessi eventi,in fin dei conti, sono piu complessi e se la scrittura fosse stata troppo semplice non avrebbe reso giustizia ai fatti narrati.
In "Tatiana & Alexander"non si parla piu dell'assedio, delle razioni di pane che diminuivano, dei regolari bombardamenti che tatiana andava a sfidare sopra il tetto del quinto soviet...non ci sono piu le giornate al campo di Marte, al giardino d'estate,alla stazione del tram, al palazzo d'inverno, a Sant'Isacco...non ci sono i discorsi semplici e diretti tra i personaggi, non ci sono i colpi di tosse insanguinati di Dasha, le visite di alexander a casa Metanov...non c'è piu nulla di tutto ciò.
Ci sono giorni ancora piu bui ,desideri infranti, interrogatori snervanti, viaggi pericolosi, amici odiosi, prigioni, campi di lavoro forzato,castelli di reclusione...
C'è violenza a sangue freddo,tradimento,morte, fame...tanta fame...ma questa volta non più di pane...di GIUSTIZIA!

IL MIO VOTO: 5 CIPOLLINI PIENI PIENI (bellissimo) !!!




UN ESTRATTO DAL LIBRO:

-Niente durava in Unione Sovietica. Niente durava dentro il suo cuore. Aveva passato gli ultimi cinque anni insieme a ragazzi che potevano morire da un momento all'altro, di fronte a lui. Morivano mentre copriva loro le spalle, mentre tentava di salvarli, mentre li riportava all'accampamento. I legami con loro erano sinceri, ma non duravano. Durante la guerra aveva capito meglio di chiunque altro quanto fosse fragile la vita. Tatiana era sopravvissuta alla fame, aveva attraversato il Volga tra le tormente di neve, era entrata nella tenda di Alexander per mostrargli che nella sua vita c'era qualcosa di duraturo. C'era un filo che non poteva essere spezzato dalla morte, dal tempo, dalla distanza, dal dolore, dalla guerra o dal comunismo. Non si poteva spezzare, gli diceva Tatiana. Finchè io sarò viva, gli sussurrava tra le labbra, anche tu lo sarai, soldato. Ci credeva.-(PAG 298)

 CURIOSITà:

Un immagine contemporanea dell'isolotto di Ellis Island, con l'omonimo ospedale:
 Ellis Island è un isolotto situato nella baia di New York vicino alla Statua della Libertà e raggiungibile tramite traghetto. Ellis Island fu il punto di arrivo di milioni di immigrati da tutto il mondo, nel quale le autorità americane si accertavano delle identità degli immigrati e del loro stato di salute prima di farli entrare nel paese. Dopo vari controlli gli immigrati ricevevano il permesso di sbarcare e venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan.
E' possibile trovare nel sito dei registri di Ellis Island il nome di qualche vostro lontano parente emigrato in America in cerca di fortuna.


IMMAGINE CONTEMPORANEA DEL CASTELLO DI COLDITZ:
IMMAGINE D'EPOCA

Durante la seconda guerra mondiale,il castello di Colditz è stato un famigerato sito di prigionia della Germania nazista. Conosciuto con il nome di "bad boys camp" era riservato ai traditori della patria, i disertori e i prigionieri di guerra ribelli.Venne per molto tempo considerato come un luogo senza speranze, senza via d'uscita, ma a Colditz ci furono piu "fughe fortunate" di quante ce ne siano state negli altri campi di prigionia nazista.

IMMAGINI DEL CAMPO DI PRIGIONIA DI SACHSENHAUSEN:
                                                                      entrata :

uno dei dormitori:
 due baracche della zona n.7:

Sachsenhausen fu uno dei piu importanti campi di concentramento nazista. Costruito originariamente per essere utilizzato dalle SS a scopo di addestramento, fu in seguito utilizzato dai nazisti tedeschi anche come campo di lavori forzati dove venivano deportati prigionieri di guerra e traditori della patria,oltre che gli Ebrei .In seguito,con l'arrivo dell'Armata rossa che scacciò i nazisti, il campo di Sachsenhausen entrò sotto il possedimento sovietico, e quindi divenne campo di concentramento e lavori forzati per gli stessi nazisti,i disertori sovietici e i traditori della madre patria Russia.




giovedì 7 febbraio 2013

IL CAVALIERE D'INVERNO


SCHEDA DEL LIBRO :  
autrice: Paullina Simons 
titolo originale: the bronze horseman
genere: romanzo storico-sentimentale
casa editrice: Rizzoli(collana BUR) brossura
pagine:700
prezzo di copertina: euro 10.90(edizione Rizzoli ) 


TRAMA: 
 Leningrado, 1941.
Il conflitto che sconvolge l'Europa sembra lontanissimo da questa maestosa città ormai in decadenza. Ma le sorelle Tatiana e Dasha Metanova dividono un'unica stanza con i genitori, i nonni e il fratello... questa è la dura realtà della Russia di Stalin. Realtà che, tuttavia, sembrerà bella come un sogno non appena Hitler invade la nazione e comincia a stringere d'assedio la città.
In questo scenario -che la guerra rende precario e privo di certezze- si incontrano Tatiana,una semplice ragazza e Alexander, un ufficiale dell'Armata Rossa ben diverso dalla maggior parte degli uomini russi: sicuro di sé al punto da sembrare sfrontato, e con uno strano accento che nasconde forse un passato misterioso.
Mentre un implacabile inverno e l'esercito tedesco riducono giorno dopo giorno Leningrado in ginocchio, i Metanov sono costretti ad adottare misure sempre più disperate per sopravvivere.
Tra un bombardamento e l'altro, con il cibo che scarseggia fino a diventare un ricordo cui aggrapparsi per placare i morsi della fame, Tatiana e Alexander sono inesorabilmente attratti l'una verso l'altro. Ma il loro è un amore impossibile, che porterebbe la disperazione nella famiglia di lei e rischierebbe di rivelare l'inconfessabile segreto di Alexander, un segreto che potrebbe distruggerlo... "Il cavaliere d'inverno" è un romanzo che travolge al pari di un fiume in piena, impeccabilmente costruito come i grandi classici con un'eroina pura e generosa, un eroe valoroso e incorrotto e un amore destinato a trionfare sulle devastazioni della guerra. Ma è anche -sullo sfondo di uno degli eventi più drammatici della seconda guerra mondiale- l'intenso resoconto del fallimento delle utopie e della tragedia di un intero popolo, raccontato attraverso le miserie e le sofferenze quotidiane degli eroi senza volto e senza gloria travolti dal flusso della Storia
.http://rcslibri.corriere.it/sonzogno/popup/cavaliere.html






RECENSIONE:

riguardo a questo libro,ho soltanto un rimorso:quello di non averlo letto prima.Se invece di 5 punti per la valutazione,ce ne fossero stati 6 io gliene avrei assegnati...7!
è LA STORIA PIù BELLA E incredibile che abbia mai letto!ne ho sentite di storie,ne ho lette altrettante,ma questo libro mi ha stupita piu di ogni altra storia.
Chi legge questo libro non legge soltanto,si ci immerge dentro(o almeno è quello che è capitato a me),sono rimasta subito colpita dalla forza e dalla bellezza di Alexander e poi, dopo poche pagine, la forza e la bellezza di Tatiana mi ha definitivamente distrutta.
Chi me lo consigliò,mi aveva detto che era un libro che parlava di amore e guerra.Ma non è soltanto questo, è molto di più:questo libro parla di amore,ma non solo dell'amore carnale e sentimentale, anche dell'amore fraterno, patriottico, spirituale.
Questo libro parla di guerra,ma non solo della guerra tra due o più paesi, anche della guerra intima, della guerra che ognuno ha con se stesso, della guerra contro i propri sentimenti, le proprie voglie,le proprie illusioni.
In questo romanzo c'è amore,  guerra,  vita,  morte,  fame,  freddo...e alla fine tutto si conclude:finisce il freddo,finiscono la morte e la guerra, finisce la fame,finisce anche la vita... e forse,oltre all'amore, l'unica cosa che resta è soltanto la speranza!
Sicuramente tra le mani ho uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, tra queste pagine c'è una storia che nessuno può ignorare, una storia che certamente,più di 50 anni fa ,qualcuno ha davvero vissuto, qualcuno sfortunato, che probabilmente non è riuscito a sopravvivere nella città di Leningrado all'inverno del 41',alla fame...alla seconda guerra mondiale.
Concludo citando la frase stampata sulla quarta di copertina,firmata"Elle"che conclude in breve quello che io ho cercato di dire:

"preparatevi:state per entrare in una grande storia...la si legge tutta d'un fiato,ci si commuove, ci si arrabbia. E poi si applaude."
 
 IL MIO VOTO:

6 cipollini su 5(meraviglioso! IL MIGLIORE) 

NOTE DELL'AUTRICE: 

-Ho voluto raccontare la storia di un grande amore e di grandi sacrifici, del trionfo del coraggio sulla tragedia, e dell'oscurità che ha avvolto la Russia per gran parte del ventesimo secolo. Il cavaliere d'inverno parla di speranza: perché anche nei momenti più terribili è possibile una vita migliore, e nemmeno un'ideologia schiacciante può distruggere l'amore.-

Paullina Simons

E IO NON POSSO FARE ALTRO CHE DARLE RAGIONE.  


                                                                                   L'AUTRICE:
Paullina Simons (Leningrado, 1963) è una scrittrice russa.
Paullina ha trascorso la sua infanzia in Russia nella città di Leningrado, vivendo in due stanze con la madre ingegnere, il padre avvocato, gli zii e il cugino e fin da bambina sognava di diventare una scrittrice.Nel 1968, quando aveva cinque anni, suo padre (Yuri Handler) fu arrestato e incarcerato per un anno, poi spedito in un gulag per due anni. Nel 1973, questi domandò al governo sovietico l’autorizzazione a emigrare che gli fu concessa. Così all'età di dieci anni Paullina e la sua famiglia emigrarono in Italia e in seguito negli Stati Uniti. (nello scrivere la trilogia de"il cavaliere d'inverno"l'autrice si ispira in parte alla sua vita e a quella della sua famiglia)
Dopo la laurea in scienze politiche ha lavorato come giornalista finanziaria per il Financial News Network e come traduttrice. In quel periodo Paullina ha scritto il suo primo romanzo, Tully. Successivamente ha pubblicato Red leaves, Eleven hours, Il cavaliere d'inverno, Tatiana & Alexander, Il giardino estate, The Girl in Times Square e A song in the daylight. Molti dei libri di Paullina sono entrati nelle classifiche dei best-seller internazionali in paesi come Australia e Nuova Zelanda.
Nel 2007 Paullina ha pubblicato Tatiana's table,una raccolta di ricette, racconti e ricordi dei protagonisti più famosi dei suoi libri: Tatiana e Alexander.
Il suo ultimo romanzo è Children of Liberty, nel quale racconta la storia di Harold e Gina Barrington(genitori di Alexander). Con l'uscita di questo libro Paullina ha dichiarato di voler pubblicare una trilogia sulla grande depressione precedente al periodo storico in cui è stato ambientato Il cavaliere d'inverno.

UN ESTRATTO DAL LIBRO:
- " Padre nostro", cominciò Tatiana mentre stringeva la gamba fredda di sua madre. "Dacci oggi il nostro pane quotidiano..." Si interruppe. "Come continua, Dasha?"
"Non la so più. Amen."
"Amen."
Per cena tagliarono il pane in tre parti. Mangiarono la loro porzione e lasciarono quella della madre nel piatto. A letto si strinsero l'una all'altra. "Non lasciarmi Tania. Non posso farcela senza di te." 
"Non ti lascerò Dasha. Non ci lasceremo. Non possiamo restare sole. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è un'altra persona. Una persona  che ci ricordi che siamo ancora degli esseri umani, e non delle bestie."
"Siamo rimaste solo noi due, Tania. Solo tu e io."
Tatiana si strinse più forte alla sorella. Tu. Io. E Alexander.-

IL CAVALIERE D'INVERNO + I DUE SEGUITI:



  
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...