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lunedì 28 ottobre 2013

RECENSIONE *DIVERGENT* DI VERONICA ROTH

Buon giorno cari cipollini, Halloween si avvicina... l'atmosfera si fa sempre più cupa... l'aria sempre più elettrica...il cielo sempre più oscuro(e da me il tempo è proprio tetro O.O)!
Non so voi, ma dove abito stiamo già arrostendo le castagne e ieri mi sono dilungata un po  sul pianerottolo di casa a finire di leggere Divergent circondata da foglie secche, rosse, gialle, arancioni, marroni,  sovrastata da un cielo grigio e da un sole pallido e non so perchè, ma questa atmosfera sembrava essere il perfetto scenario in cui potersi immergere in una lettura del genere.
Quindi, oggi, come avrete intuito dal titolo, vi parlerò delle mie impressioni sul libro Divergent, scritto da Veronica Roth. 

SCHEDA DEL LIBRO:
autore: Veronica Roth
editore:De Agostini (collana Le Gemme)rilegato con sovraccopertina
anno di pubblicazione: 2012
pagine: 480
genere: Young adult-azione-distopico-drammatico
prezzo: 14,90 euro (prezzo di copertina)
acquistato a: 9,90 euro(edizione economica su ibs.it )

TRAMA:
Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza.
LA MIA RECENSIONE:

venerdì 15 febbraio 2013

ASCOLTA LA MIA OMBRA DI MARC LEVY






 TRAMA:

 E se esistesse qualcuno capace di catturare la nostra anima, svelandone ogni segreto, ogni ferita? Quando capisce di possedere questo formidabile dono, lui è ancora un bambino, timido e isolato dagli altri. Sono le ombre la sua sola compagnia: la parte nascosta e più fragile di ciascuno di noi, ma anche la più trasparente, la più pura. Le ombre lo seguono, lo circondano, sempre pronte a sussurrargli all’orecchio frammenti di ricordi e di verità perdute. E, attraverso di loro, lui impara a riconoscere la sua vocazione: aiutare le persone in carne e ossa, curandole dai loro malanni e insieme restituendo loro desideri e risposte che credevano smarriti per sempre. Fino a quando, ormai medico, dopo anni trascorsi a cercare di guarire le vite altrui, non decide di prendere in mano la propria. Mettendosi sulle tracce dell’unica donna che per lui abbia contato davvero. Con Ascolta la mia ombra Marc Levy torna alle atmosfere magiche di Se solo fosse vero per celebrare la forza del primo amore. E regalarci il suo romanzo più emozionante, palpitante di umanità e soffuso di una luminosa, irresistibile tenerezza.

SCHEDA DEL LIBRO:

autore: Marc Levy
titolo originale: le voleur d'ombres
editore: Rizzoli , rilegato
prima edizione: aprile 2011
pagine: 213
genere: romanzo, narrativa rosa, surreale
prezzo di copertina: euro 18.00
prezzo "Ibs":  euro 5.00

LA MIA RECENSIONE:



213 pagine in una notte sola. Ho letto questo libro tutto d’un fiato, ci ho messo un bel po di ore, ma non potevo fare altrimenti:questo libro mi ha presa, catturata, Levy ha praticamente rubato la mia ombra per una notte e le ha raccontato una storia.

E mi è piaciuta.

OMBRE… si ,  più o meno è di questo che parla il libro, ma non delle ombre che tutti conosciamo, ma di un tipo di ombre diverse: quelle che parlano, che  cambiano padrone a seconda delle loro necessità, ma questo non succede a tutte, solo a quelle ombre  che entrano in contatto con il protagonista di questa storia. “Lui”(forse non tutti si sono resi conto che Levy non ha dato un nome al protagonista, forse perche non dovrebbe essere importante, di certo è una particolarità) all’inizio è soltanto un bambino, insicuro,  dall’aria un pò timida e triste, che vive con una madre dolce e un padre assente e troppo impegnato con il lavoro.

All’improvviso,però, senza capire come, questo bambino scopre di avere un dono speciale: sovrapponendo semplicemente la sua ombra a quella di un altro, può impossessarsi di essa, riuscendo persino a parlarle.

 La cosa,in un primo momento, lo spaventa, ma poco alla volta capisce di  poter usare questo suo dono per aiutare le persone che ne hanno bisogno. Per la prima volta parla con l’anima di un uomo, Yves, che soffriva a causa del suo passato, e decide di aiutarlo consolandolo con un gesto che lascia trasparire tutta la sua tenerezza e ingenuità infantile.

Ma Yves non è l’unico ad aver ceduto la sua ombra a quel bambino.

Un giorno il piccolo incontra Clèa , una ragazzina sordomuta che le persone adulte chiamano“ la ragazzina che non parla”(- gli adulti hanno una tremenda paura a pronunciare alcune parole, per me dire “muta” è molto meglio-) e lui scopre subito qualcosa di speciale in lei: Clèa è  sordomuta, ma ha un dono, quello della poesia aerea, con i suoi gesti sa parlare in un modo unico e stupefacente, sa scrivere parole nell’aria e quando ride, la sua voce sembra lo splendido suono di un violoncello. (-quando ho incontrato Clèa , mi sono reso subito conto che nulla sarebbe più stato come prima. A scuola i miei compagni sarebbero diventati verdi d’invidia nel sapere della mia amica sordomuta. Clèa disegna parole nell’aria :poesia atmosferica. Mio padre diceva sempre di non fare confronti, ogni persona è diversa: l’importante è trovare la differenza più adatta a noi. Clèa era la differenza adatta me .-)

Quando il ragazzino ,per farsi perdonare un gesto azzardato, sovrappone la sua ombra a quella di Clea, avviene lo scambio, e l’unica cosa che l’ombra della bambina riesce a dirgli è la parola ”aiuto”, ma all’inizio, la voce melodiosa e affascinante dell’ombra di Clèa  prende il sopravvento sulle parola urlata e il ragazzino non arriva a capirne il vero significato.

Sarà oltre dieci anni piu tardi, preso dalla voglia di ritrovare quella straordinaria bambina ormai perduta , che capirà finalmente cosa quell’urlo di supplica voleva significare: Clea non era sordomuta, ma autistica , e aveva comunque un dono speciale.

Questo libro mescola surrealismo e realtà in un modo stupefacente e disarmante. Gia dalla prima pagina, ci viene presentata la storia di un bambino, con una vita normale , con un tipo di vita che probabilmente molti bambini conoscono. Ma subito capiamo che la sua vita non è del tutto normale, perché lui parla alle ombre degli altri e queste gli svelano i segreti e le parole dolorose che gli uomini non riescono a pronunciare. Ed è con la semplicità e la tenerezza di un bambino che lui aiuta gli altri ,anche una volta diventato grande.

Questo libro è colmo di tenerezza e di parole dolci come quelle di un bambino, il protagonista stesso è un uomo che non è mai cresciuto, che è rimasto ancorato al suo passato,  alla sua casa piene di fotografie di lui piccolo in braccio a suo padre, alle lettere dolci e confortanti di sua madre, alle paste alla crema che mangiava col suo amico, alla melodiosa risata di Clea che vibrava nell’aria come la corda di un violoncello.

Questo è il primo libro di Marc Levy che leggo, “ascolta la mia ombra” è una lettura scorrevole e dolce, tanto dolce, proprio come la piccola Clèa, come il protagonista, come la sua mamma, come Luc.

Questo libro parla  di un bambino diverso, di un potere surreale , di un’amicizia bella e semplice, fatta di pasticcini alla crema e di abbracci fraterni;

Racconta un amore d’infanzia che non si è mai concluso, di un amore speciale, tra due persone speciali.

Questo libro è bello ma, ahimè, non perfetto:  la narrazione per i miei gusti è  troppo frettolosa, non ci sono  punti in sospeso, e dove sembra che ce ne siano, il fatto viene ripreso subito e immediatamente portato a termine.

La scrittura è semplice, tanto semplice da farmi pensare che l’autore avesse voluto rendere il bambino il narratore della storia, poi però questo bambino ha iniziato a ragionare in modo un po troppo maturo ed intelligente e allora ho capito che non era un bambino il narratore, ma un ragazzo piu grande.

Consiglio questo libro a chi vuole leggere una storia irreale ma che  ti faccia desiderare che sia vera. A chi ha voglia di  ascoltare le belle parole di un bambino innamorato di una bambina …innamorato della sua mamma … di suo papà.

IL MIO VOTO:
4 CIPOLLINI SU 5 
  



 L'AUTORE:

Questo signore dolce dolce (Marc Levy)  è uno scrittore francese, nato a Boulogne-Billancourt il 16 ottobre 1961. Ha dedicato la sua vita non solo alla scrittura ma ha lavorato anche per la  Croce Rossa e Amnesty International, e ha diretto per anni uno studio di architettura tra Parigi e New York. Il suo primo romanzo Se solo fosse vero, pubblicato nel 2000, è stato tradotto in più di quarantadue lingue.

UN ESTRATTO DAL LIBRO:

"-Se sapessi Clèa... Tu per me sei la più bella ragazza del mondo, le tue grida rauche fanno scomparire il grigiore dal cielo, la tua voce risuona come un violoncello e nessuno al mondo sa far piroettare gli aquiloni come te!- Queste parole le ho dette alle tue spalle. Di fronte a te, sono io a perdere la voce."





mercoledì 6 febbraio 2013

*RECENSIONE TWILIGHT: parliamone!*


INFORMAZIONI:
autrice: Stephenie Mayer
titolo originale: Twilight
genere: romanzo(paranormal romance)
saga: primo libro della "saga di twilight"
protagonisti: Isabella Swann, Edward Cullen
edizione: Fazi Editore, 2006 copertina rigida(rilegato)
pagine: 412
prezzo: euro 16.50

 TRAMA:
 Isabella Swann decide di trasferirsi dalla soleggiata Phoenix alla piovosa cittadina di Forxs  per vivere con il padre Charlie.  Nella nuova scuola, Bella viene presto accettata dai compagni e molti ragazzi le dedicano attenzioni, ma lei continua a pensare che Forks sia una città noiosa, finché non incontra lo sguardo di Edward Cullen durante la pausa pranzo scolastica. Jacon Black, figlio di un caro amico del padre di Bella appartenente alla tribù dei Quileute, racconta alla ragazza una leggenda della sua tribù secondo la quale i Cullen sarebbero stati banditi dalla riserva indiana in quanto sarebbero un clan nemico, i cosiddetti freddi. Bella capisce così che Edward è un vampiro.Quest'ultimo,in seguito, ammette davanti alla ragazza la sua natura e le spiega che lui e la sua famiglia si considerano però vampiri "vegetariani" in quanto si  nutrono solo di sangue animale e mai di sangue umano. Sebbene la natura di Edward e della sua famiglia crei non pochi problemi, lui e Bella s'innamorano.La sera in cui Bella viene invitata da Edward e famiglia ad assistere ad una loro partita di baseball, tre vampiri nomadi sentono l'odore di Bella. James, un segugio implacabile, reso euforico dalla reazione di Edward a difesa di Bella, inizia a darle la caccia e Bella è costretta a scappare a Phoenix.Bella ,in segiuto ,viene trovata da James che la morde ma Edward riesce comunque a salvarla risucchiandole il veleno dal corpo.

 VALUTAZIONI PERSONALI(pre-recensione):
Allora, si forse andrò anche contro corrente, ma a me questo libro non è piaciuto.
Non è di certo il peggiore che abbia letto(questo no) ma non è stato nemmeno uno dei migliori.
All'inizio lo avevo apprezzato, mi sembrava una storia carina e quando lo cominciai mi incuriosì subito... ma poi mi sono resa conto che la storia in se è proprio una boiata!!!!!
La scrittura è semplice e scorrevole( ma forse anche troppo), i luoghi sono semplici,non caratterizzanti e  poco importanti(una scuola, una radura, una casa,una cittadina sempre uguale e con nulla di particolare) e, cosa piu importante, i personaggi sono tutti troppo semplici,mai ambigui e complessi e ben selezionati in due categorie opposte:
-quelli simpatici, divertenti, gentili, allegri, socevoli e affabili(Alice, la mamma di Bella, Esmee,Jessica e gli altri compagni di scuola di Bella, Jacob, Carlisle,Emmett)
-quelli seri, introversi, all'apparenza scontrosi e  dal carattere chiuso (Bella, Charlie, Rosalie, Jasper, Victoria e i suoi due maschioni)
e poi c'è Edward, che è un po l'uno e un po l'altro... si lui è l'unico personaggio un po piu complesso ma rimane comunque un personaggio del tutto inverosimile.

RECENSIONE :
 nell'ottobre del 2005 Vladimir Draculia si è rivoltato nella tomba.
E menomale che sto per parlare del libro e non del film -.-' .
La cosa più sbagliata in questa storia è(stranamente,dato che è l'argomento portante dell'intera saga) proprio il concetto di vampiro.Secondo la leggenda i vampiri sono esseri demoniaci,senza anima,senza cuore,cioè voglio dire,il primo vampiro della storia si ribello a Dio, vendette l'anima al diavolo, bevve il sangue umano per la prima volta e ne rimase quindi schiavo e condannato per sempre, come potrebbero esserci,allora, nel XXI secolo vampiri che abitano felici e contenti in una cittadina tutta verde e pioggia,che frequentano indisturbati le classi di un tranquillo liceo dove, naturalmente,non perdono tempo a farsi notare per la loro stranezza,per non parlare dell'affascinante papà vampiro, egregio medico, che ama gli esseri umani e non gli torcerebbe nemmeno un capello...ma...stiamo scherzando?cioè, è come se io mi mettessi a scrivere una storia moderna su Cupido descrivendolo come un piccolo bimbo disceso dall'himalaya che non sa tenere arco e frecce in mano e a causa della sua invidia inizia a sparare in testa a tutti gli innamorati-.-'... ma anche no!!!
Posso capire che la scrittrice magari è stata soltanto un po troppo fantasiosa, ma il problema è che,la fantasia va benissimo, la creatività altrettanto... ma uscire completamente fuori dagli schemi non va affatto bene.
Molte ragazze si sono ritrovate ad amare il personaggio del vampiro, ma il problema è che quello descritto in questo libro non è un vampiro, ma quasi il suo opposto...i vampiri non sbrilluccicano al sole, i vampiri, se sottoposti ai raggi solari,provano dolore...i vampiri di"twilight" sono forzuti,muscolosi, nerboruti,i vampiri della leggenda dalle mille e una notte invece, sono generalmente affascinanti ma del tutto scarni...i vampiri di twilight sono tutti innamorati, buoni, e d'animo nobile, i veri vampiri sono scaltri,demoniaci...
ma non è tutto:
al di la della questione "vampiro di beautiful(e naturalmente brook sel'è fatto)",la cosa che mi ha piu di tutto irritata è stata quella demente di isabella swann(chiamami bella...ma chi xxxxx ti credi di essere O.o)..cioè,per carità,puo capitare,ma a chi è mai capitato di inciampare ogni istante, in ogni cosa,compresi i propri piedi????????voglio dire...inciampi nei tuoi stessi piedi,hai vissuto in arizona per 17 anni ma sei piu bianca di una mozzarella di bufala,non hai uno sputo di amico che ti manda qualche sms ogni tanto giusto per mantenere il contatto,non fai nemmeno in tempo ad arrivare nel cortile della tua nuova scuola che già rischi di morire investita da un furgone pazzo stile"duel",hai perennemente una paralisi facciale che non ti permette di fare un sorriso nemmeno quando un ragazzo simpatico ti dice che sei carina e ti vuole conoscere(cosa che in realtà non ha senso)...e allora dimmi se sei o non sei una grande sfigata?
Non c'è nulla di bello in Bella(scusate il giro di parole-.-)...edward forse sarà anche un vampiro"made in china" ma almeno è affascinante, è acculturato, è veloce come il vento, ha la forza di sollevare un tronco intero, ha i sensi molto sviluppati...
ergo:
edward è più verosimile come vampiro, di quanto bella lo sia come umana.
CHE TRAGEDIA.

LA MIA VALUTAZIONE:2 cipollini su 5(deludente)
 




                                                                  cofanetto completo:

                                                                      l'autrice:



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